La token economy, una tecnica per l’iperattività.

L’ uovo di colombo?

Ovvero  regole molto conosciute,  ma che pochi genitori mettono in pratica nel trattamento dell’iperattività.

La token economy (economia gettonata, con l’uso di gettoni si potrebbe dire) è una tecnica di terapia cognitivo-comportamentale.

E’ molto usata nel trattamento dei disturbi di attenzione-iperattività, ma anche per altri comportamenti indesiderati.

La token economy si  basa su principi molto semplici, che si potrebbero riassumere in maniera un po’spiccia con l’espressione “nessuno fa nulla per nulla” e si rifanno ai principi del condizionamento in terapia comportamentale.

Vi sembra troppo ovvio? Lo è! Ma l’essere umano si perde spesso in un bicchier d’acqua…

Allora cerchiamo di spiegare con un minimo di rigore.

I bambini con disturbo di attenzione e iperattività  manifestano una serie di comportamenti indesiderati, che creano un inevitabile stress ed esaurimento nei genitori ed educatori.

Ora, qual è la reazione che ci viene spontanea? Quella di rimproverare o punire il bambino QUANDO manifesta questi comportamenti. E’ ovvio!

Ma funziona tutto ciò?  Sul bambino iperattivo si è visto di no!

Intanto diamo maggior attenzione al bambino  proprio quando fa qualcosa che non vorremmo.

Ma, ancora di più, il bambino non riesce a controllare il suo comportamento più di tanto, perché questa è proprio la sua difficoltà.

Qual è allora la soluzione?

Quella di premiare i comportamenti che desideriamo con la token economy.

In modo da rinforzarli. E in modo che siano sempre più frequenti.

Ma questi  bambini raramente, o mai, fanno quello che desideriamo. Come agire allora?

Dobbiamo stringere un patto col bambino/a, e stabilire delle regole.

Mettiamo per iscritto che ogni volta che il bambino realizza un comportamento che desideriamo, noi gli daremo dei punti, o anche proprio dei gettoni fisici (da qui il nome della tecnica).

Quando invece farà quel che NON desideriamo, gli toglieremo dei punti.

Fissiamo con un elenco preciso scritto tutti i comportamenti, desiderati e non desiderati, con i relativi punti assegnati in più ed in meno.

Al raggiungimento di un punteggio stabilito il bambino avrà diritto ad un premio.

Anche qui, stiliamo un elenco preciso dei premi più desiderati, con i relativi punteggi differenziati.

Si può spaziare dall’andare a comprare un gelato all’invitare l’amichetto preferito, e così via.

Troppo semplice? Forse. Ma l’esperienza in tutto il mondo dimostra che è una tecnica molto efficace.

Quello che ho visto nella mia esperienza è spesso una mancanza di fermezza da parte dei genitori.

Questo non aiuta il bambino a prendere consapevolezza dei suoi comportamenti, e gli creerà sempre maggiori problemi man mano che cresce.

Naturalmente questa tecnica non si può improvvisare. Occorre la lettura di un testo specifico e la guida del terapista. Il quale consegnerà apposite tabelle e schemi di lavoro che dovranno essere compilati ed esibiti ai controlli periodici.

Esistono molte altri strumenti come il metodo Tomatis e le cure di medicina olistica e funzionale che descriverò man mano.

Questa resta uno strumento di base, sintomatico ma efficace, per la gestione dei comportamenti indesiderati.

 

Iperattività: le tecniche terapeutiche (1)

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