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DISLESSIA Primo piano

Dislessia, come curarla? Giocando con le sillabe!

Proseguendo il discorso, vediamo i trattamenti ritenuti più efficaci dalla ricerca per i bambini dislessici..

Il caso più comune è quello di bambini che già leggono, seppur molto lentamente, quindi alla fine della seconda o terza classe.

Se invece consideriamo bambini più piccoli, non si parla ancora di dislessia, ma esistono tutta una serie di segni e sintomi.  Potrà essere opportuno lavorare sul riconoscimento delle singole lettere. In questo stadio il bambino confonde ancora le lettere, anche separate. Per aiutarlo esistono tutta una serie di esercizi e di giochi utili allo scopo.   Un esercizio molto usato è quello che prevede il riconoscimento o il confronto di “occhielli”, cioè di semicerchi aperti in direzioni diverse. Detto così non è molto chiaro. Magari inserirò una figura quando possibile. Si tratta comunque del riconoscimento di forme.

Più spesso però i bambini arrivano dal terapeuta quando già leggono, però molto lentamente e con numerosi errori.

Una volta in possesso della diagnosi DSA e della certificazione DSA redatte con molta cura dalla propria ASL, fondamentali per il diritto allo studio, si pone il problema di quale trattamento avviare.

I trattamenti per la dislessia più accreditati sono quelli mirati a velocizzare (noi terapeuti diciamo “automatizzare”) il riconoscimento delle sillabe più comuni. Nella nostra lingua sono circa 200.

Questo è il primo passo per riconoscere a colpo d’occhio parole intere. Noi adulti infatti leggendo riconosciamo le parole in un sol colpo (via lessicale).  Non ricordiamo  di aver imparato a leggere sillaba per sillaba. Il processo di conoscenza della nostra lingua scritta è lungo e faticoso. Si parte dalla fine dell’asilo per terminare dopo la terza media!

Tornando a noi, sono stati realizzati tutta una serie di esercizi per “giocare con le sillabe”.

Il più semplice è quello di chiedere al bambino di scomporre le parole in sillabe. Per esempio: se diciamo “pasta”, il bambino deve rispondere pa  sta.

Anche l’inverso è molto utile: diciamo lu  na e il bambino deve rispondere luna.

Ovviamente questi esercizi si fanno all’ inizio, in presenza di una dislessia seria.

Poi si passa ad esercizi più complessi, come cercare una sillaba all interno della parola oppure formare più parole possibile data una o più sillabe, o ancora trovare la sillaba mancante.

Questi esercizi devono essere scelti e guidati dal terapista in base alla gravità e al tipo di dislessia.

E’ bene anche sottolineare che gli esercizi proposti dalle maestre con buona volontà per aiutare il bambino/a non sempre sono i più adatti per correggere la sua problematica.

Ogni pochi mesi il terapeuta eseguirà delle misure per valutare se e quanto il bambino sarà migliorato, adeguando il programma in base ai risultati ottenuti.

Le possibilità grafiche e di animazione possibili con il pc permettono di proporre un programma più divertente e meno affaticante. Si possono installare appositi programmi direttamente sul Pc delle famiglie.

Tuttavia si è visto che è sempre utile proporre una parte del lavoro con la tradizionale modalità “carta e matita”.

Potrei  entrare più nella specifico del lavoro, ma credo che quanto detto sia sufficiente per avere un’idea del tipo di lavoro necessario. Naturalmente, è più efficace per il bambino fare pochi esercizi tutti i giorni (ad esempio per 20-30 minuti) piuttosto che più tempo ma solo pochi giorni della settimana. In pochi mesi spesso si ottengono miglioramenti molto validi.

Esistono anche altri metodi. Si parla molto, ad esempio, del metodo Davis-Piccoli. Secondo uno studio, però, esso consente buoni risultati nell’ aumento della velocità, ma in misura minore nel numero degli errori.

In un prossimo articolo vedremo altre misure di aiuto o complementari.

Sono a disposizione per rispondere a qualunque domanda, che potete lasciare qui nei commenti.

Di Leopoldo Tacchini

Ho 55 anni e vivo a Firenze. Mi sono laureato all'Università di Bologna. Mi sono perfezionato in naturopatia, metodo Tomatis integrato, e successivamente in valutazione e trattamento DSA.

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